Lions Club Trasimeno

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Sabato 20 Novembre Aula Magna Facoltà di Agraria a Perugia

Conferenza Interclub sulla Dislessia

Lions... "Tutti a scuola

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Di fronte ad una sala gremita in ogni ordine di posti non solo di membri dei Club organizzatori, ma anche di personale del mondo della scuola, dopo i saluti dei presidenti dei 7 Club organizzatori (G. Rosi, M.T. Ballarani Fiorucci, I. Tonzani, F. Ravacchioli, G. Cialini, C. Tommasini, E. Bellezza), delle Autorità Lionistiche (F. Mezzanotte Presidente di Zona, G. Lio Delegato Distrettuale Service), dei rappresentanti delle istituzioni locali comunali, provinciali e regionali e del vice direttore generale l'USR Umbria dr. D. Petruzzo, hanno preso la parola nell'ordine i seguenti oratori:

il pediatra dr. S. Bianchi che ha affermato che molti bambini hanno oggi il malessere di vivere in un mondo poco adatto per loro. L'incremento della a denalità, i molti impegni lavorativi dei genitori causano fenomeni di disturbo sui processi di apprendimento quali la dislessia riscontrata oggi sul 3/4% dei bambini, l'iperattività riscontrata sul 5% dei bambini, l'anoressia riscontrata sul 6% dei bambini. In particolare la dislessia, ossia la difficoltà di leggere e scrivere in soggetti altrimenti normali, è stata per lungo tempo soggetta all'incomprensione da parte di docenti e genitori e considerata solo una difficoltà nell'apprendimento. E' necessaria la collaborazione tra gli esperti ed il mondo della scuola per superare le criticità attraverso opportuni strumenti compensativi, ancora poco noti e poco diffusi e che, talvolta sono addirittura rifiutati da alcuni docenti poco attenti al problema. E' compito del pediatra favorire la collaborazione terapeutica tra scuola e famiglia attraverso un'azione che risulta tanto più efficace, quanto più risulta preventiva. E' stato attivato un progetto denominato "Nati per leggere" che abitua il bambino alla lettura col supporto di personale delle biblioteche fin dalla più tenera età; attraverso questo progetto si riescono facilmente ad individuare casi di dislessia; si evidenzia un incremento di neuroni di fronte alla lettura ad alta voce che facilita le fasi successiva.

La dr.ssa S. Boarelli, ispettrice dell'USR dell'Umbria, ha fatto presente che, per la prima volta nel 2004, sono state emanate disposizioni per suggerire al mondo della scuola interventi compensativi e misure dispensative nei confronti degli studenti dislessici. Un importante ruolo nell'emanazione delle normativa ha avuto l'Associazione Nazionale Dislessia (A.N.D.), associazione spontanea fondata non solo da genitori e parenti di alunni dislessici, ma anche da altro personale, essenzialmente scolastico, particolarmente attento alla problematica.
Tale associazione è tutt'oggi viva e presente ed interagisce col mondo della scuola sia per quanto riguarda la diagnosi preventiva, sia per quanto riguarda l'individuazione degli opportuni strumenti compensativi che variano al variare dell'età degli studenti. Un D.S.A (disturbo specifico di apprendimento) non è disabilità e quindi non è patologia, ma solo un disturbo che deve essere preso in carico dalla scuole attraverso studiate metodologie di intervento. Se non aiutati , i dislessici possono subire disagi, quali crisi di identità e di inserimento nel mondo sociale, ed incorrere nella depressione psichica per autosfiducia.
I D.S.A erano regolamentati solo con circolari, fino alla Legge 170; solo da poco è stata emanata una legge che impone determinate contromisure ed accorgimenti che dovranno obbligatoriamente essere applicati e per questo è richiesta una specifica formazione dei docenti. Sono ancora da specificare i dettagli di applicazione della legge, visto che c'è una legge da applicare, ma ancora la normativa non prevede l'obbligo di formazione da parte degli insegnanti.

Insert Logo Here Ha preso poi la parola il dr. G. Mazzotta (neuropsichiatra) che ha descritto le caratteristiche della dislessia individuabili nella difficoltà di comporre le lettere per leggere una parola, della capacità di ricomporle nello scrivere una parola, nelle ridotte capacità nell'analisi morfosintattica. Le difficoltà si accentuano non solo in presenza di famiglie umili e con modesti interessi culturali, ma anche quando i genitori sono entrambi assenti o anche uno solo di essi.
Nei dislessici fa difetto l'automatismo, l'attenzione è selettiva, la memoria è a breve termine. Come esempio è stata portata la ricettività del cervello di un dislessico nel leggere la parola "gatto"; la parte sinistra del cervello recepisce la componente "ga", la parte destra la componente "tto", le due parti si devono riunire e, per pronunciare, occorre ricomporre le due componenti ed occorre un tempo di circa 55 mmsec.
Vi sono assoni mielinici che connettono le varie aree, ed in alcuni casi, vi sono piccole anomalie; è come se per andare da Perugia a Terni per la via più breve si incontrasse un ostacolo a Spoleto e occorresse trovare una via alternativa, magari più lunga, magari passante per Perugia, Firenze, Roma e Terni.
Per aiutare i dislessici la neuropsichiatria propone l'utilizzo di criteri decognitivio, test standardizzati, test psicometrici, misuratori del ritardo nei collegamenti e studio delle aree che rimodulano le attività funzionali. Credere in sé aiuta un dislessico. Einstein era dislessico.

E' poi intervenuta la dr.ssa M. Locatelli, referente A.I.D per l'Umbria.
La dr.ssa ha precisato che l'A.I.D. ha sedi provinciali in tutta Italia. L'Associazione orgnaizza seminari e convegni sulla dislessia, la formazione diretta e specializzata del personale prevalentemente scolastico impegnato nella formazione dei soggetti dislessici, la ricerca clinica.
La prima circolare n. 40/99 sulla dislessia fu emulgata per iniziativa di genitori di studenti dislessici che furono in grado di proporre le loro problematiche al Ministero della pubblica istruzione. L'Umbria è stata sempre una delle regioni più attive e numerosi insegnanti sono stati coinvolti in progetti sperimentali di formazione.
Occorre sensibilizzare le famiglie a collaborare con le A.S.L. perchè spesso accade che, di fronte a un dislessico, l'insegnante non sappia trovare le necessarie contromisure.
E' indispensabile una valutazione diagnostica ed a essa la famiglia non deve opporsi. Non è previsto sostegno per la dislessia e quindi sbagliatissimo è l'atteggiamento dei docenti che portano l'alunno dislessico fuori dalla classe, perché significa sottrarlo a spiegazioni che invece lui è in grado di recepire. Ha poi parlato del progetto "La scuola per tutti"che la sua associazione porta vanti per individuare in tenera età i bambini dislessici, aumentando così che possibilità di recupero; il progetto consiste nel sottoporre gli allievi di una classe campione ad un dettato di 16 parole, nel sottoporre gli insegnanti ad un corso di formazione sull'attività da svolgere in classe; i risultati vanno poi rivisti in prove successive a febbraio ed a maggio; eventuali soggetti in ulteriori difficoltà vengono sottoposti a corsi intensivi di recupero. Le statistiche nazionali valutano positivamente l'esperienza.

Ha preso poi la parola l'on F. Asciutti, cofirmatario della legge 170, affermando che prima c'erano molte circolari che venivano lette, ma non sempre applicate. Ora la legge impone l'obbligo di attenzione. E' importante valorizzare tutte le possibilità di ogni alunno attraverso la presenza di personale specializzato che analizzi e valuti ogni caso in maniera approfondita. E' stato disposto in finanziamento di 2 milioni di Euro in 2 anni per la formazione del personale.
Il progetto prevede l'uso della didattica individualizzata, lo studio degli opportuni strumenti compensativi, l'ausilio degli strumenti informatici. Adeguate dovranno essere le forma di verifica e di valutazione fino ai livelli più alti dell'istruzione, anche universitaria.
Ha poi enunciato alcuni articoli tra i più significativi della Legge 170 quali L'Art. 5. (Misure educative e didattiche di supporto).
1. Gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione.
2. Agli alunni con DSA le istituzioni scolastiche garantiscono, nell’ambito della loro autonomia didattica e organizzativa, ai sensi delle disposizioni vigenti, tutte le misure utili a:
a) favorire l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) coltivare negli alunni una struttura positiva di apprendimento, aiutandoli a vivere l’apprendimento in condizioni di benessere;
c) favorire il successo scolastico;
d) prevedere tecniche compensative, che possono comprendere anche l’uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi, già attivabili a valere sulle risorse specifiche disponibili a legislazione vigente nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere, oppure la possibilità di fruire di tempi più lunghi di esecuzione di quelli ordinari;
e) prevedere, nei casi di alunni bilingui con DSA, strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che, in particolare per l’insegnamento della lingua straniera, assicurino ritmi graduali e adeguati di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell’esonero dall’insegnamento della seconda lingua straniera, qualora prevista dal programma di studi.
Insert Logo Here 3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
4. Al fine di evitare che gli alunni con DSA siano posti in condizioni di svantaggio rispetto agli altri alunni, a causa della loro lentezza o incapacità di decodifica e di produzione di testi, le misure di cui al comma 2 devono comunque garantire adeguate forme di verifica e di valutazione, anche tramite la possibilità di utilizzare strumenti in funzione di ausilio, ovvero l’assegnazione di tempi più lunghi di esecuzione.
5. Le misure di cui al presente articolo sono da attuare senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 6.(Misure per l’attività lavorativa e sociale).
1. Alle persone con DSA sono assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità in ambito sociale e professionale.
2. I familiari fino al primo grado di alunni del primo ciclo con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa possono usufruire di orari di lavoro flessibili.
3. Le modalità di esercizio del diritto di cui al comma 2 sono demandate ai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

E poi intervenuta L'ass. Regionale Liliana Cascarri che ha diffuso la campagna Regionale "Diritto all'ascolto" per sensibilizzare l'attenzione verso chi ha bisogno di essere ascoltatato. La Regione Umbria ha speso molte energie per aiutare i giovani nel lavoro, nella scuola, nel lavoro. Tra i progetti sponsorizzati "guadagnare in salute" contro l'obesità, "nati per leggere" per individuare casi di dislessia in tenera età con la collaborazione di 30 biblioteche impegnate nella lettura di testi per i più piccoli. In diversi casi la Regione ha collaborato con l'A.I.D. per progetti che prevedono diagnosi precoci.