Lions Club Trasimeno

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19 Dicembre - S. Arcangelo - Locanda dei pescatori
Interclub zona C
Lions Club “Corciano A. dalla Corgna”(capofila), “Trasimeno”
“Deruta”, “Perugia Centenario”, Perugia AILD A. Villani”.
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Si è svolta alle ore 18 del 19 Dicembre
la conferenza Interclub zona C del Prof. Walter Dragoni
(Dip. Scienze della terra, Università degli Studi di Perugia)
sul tema “Lago Trasimeno, bello e mirabile:
considerazioni sulle crisi ricorrenti ed i difficili rimedi”

Presenti i presidenti dei Club: Gianfranco Cialini, Bruno Capanna, Elisabetta Nardi e Alessandra Carotti.

Dopo l’introduzione ed i saluti di Gianfranco Cialini ha preso la parola il prof. Walter Dragoni.
Questo sinteticamente il contenuto della sua relazione:

La crisi del lago dipende sostanzialmente dalle variazioni climatiche: le temperature sono tendenzialmente cresciute di anno in anno.
E’ stata mostrata la curva che rappresenta la concentrazone di anidride carbonica nell’atmosfera, curva anch’essa visibilmente crescente, che rappresenta l’aumento di emissioni prodotte dalle industrie e dagli idrocarburi.
L’aumento della temperatura produce l’aumento dell’evaporazione e di conseguenza l’aumento delle piogge. Ad essa fa riscontro un aumento della variabilità che determina il succedersi di periodi di siccità seguiti da periodi di piogge intense e talvolta devastanti.
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In pratica piove di più dove già pioveva abbastanza e diventano più siccitosi i terreni già abbastanza aridi.
Aumentata la frequenza di eventi estremi, si pone quindi il problema di essere più cauti nella costruzione di argini e protezioni.
Il clima potrebbe aumentare di 4° e divenire simile a quello attuale della Libia.
Non siamo sicuri di quello che avverrà in futuro, perché non possiamo prevedere la quantità di anidride carbonica emessa; potremmo sopportare l’aumento di temperatura fino a 1,5°, ma si rischia di arrivare a 5° e questo risulterebbe insopportabile dal sistema ecologico del lago.
Fino al 1830 il sistema era in equilibrio, cioè l’anidride carbonica prodotta veniva riassorbita dal sistema; negli ultimi 150 anni l’equilibrio si è rotto, bisogna escogitare qualche rimedio, altrimenti occorreranno secoli per riequilibrare il sistema.
Il lago ha una grande evaporazione che deriva dalla sua grande estensione.
Sono stati realizzati modelli che confrontano i dati reali con quelli ipotetici con una pioggia superiore del 5%, con 10.000.000 di metri cubi annui in più ancora non si risolverebbe del tutto il problema, forse si risolverebbe con 15.000.000 di metri cubi annui, ma, visto l’aumento della temperatura, forse occorrerebbero 20.000.000 di metri cubi annui.
L’acqua che evapora lascia lì i suoi sali, come una pentola che bolle sul fuoco; occorrerebbe rimuoverli facendo funzionare l’emissario.
Rimedi possibili:
- Portare l’acqua da bacini esterni, ma, come già detto, occorrerebbero 20.000.000 di metri cubi annui
- Diminuire forzatamente la superficie del lago, ma occorrerebbe un’arginatura; esiste già un libro di Bernardo Maiori sulle modalità dell’arginatura
- Diminuire il trasporto solido
Il problema è comunque sistemico perché portare acqua da un territorio ad un altro crea contrasti tra le popolazioni; deve essere risolto da esperti sopra le parti.
Qualunque intervento deve tener conto dei dati già acquisiti.

Sono seguiti:
l’intervento dell’ex ministro Walter Luchetti, che fece un tesi di laurea sul Trasimeno ed ipotizzò l’attingimento delle acque dal lago di Montedoglio.

l’intervento di Marco Cardinali, presidente dell’associazione spontanea del territorio “Il lago al centro” che si propone come obiettivo la tutela del lago. L’associazione ha già attivato contatti con le istituzioni locali tese al ripristino della manutenzione, ai ripristino dei dragaggi ed alla semplificazione della normativa in merito. Il governo nazionale ha nominato un commissario cui è stato presentato un documento dossier che documenta fotograficamente gli affluenti sul lago e la loro cattiva manutenzione. La loro presenza è attiva con frequenza semestrale.

E’ infine intervenuto Aldo Ranfa, coordinatore del Comitato distrettuale Lions sulla biodiversità; anch'egli ha sottolineato la necessità di tutelare il lago per la salvaguardia delle specie animali e vegetali che ci vivono.
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